domenica 3 agosto 2014

Doppia recensione on the rocks grazie!

E niente, sto blog sta diventando l'angolo del libro nerd, la qual cosa non è che mi dispiaccia poi piu di tanto!


Partiamo subito con il primo librino, Ex supereroi Vs Zombie, e gia il titolo dice tutto.
La sinossi è di quanto piu becero e coatto che si possa immaginare, escono fuori i primi supereroi, scoppia un epidemia zombie e i sopravvisuti di una Los Angels ormai devastata si riuniscono negli studi cinematografici di Hollywood riconvertiti in spazi abitativi sotto la guida dei supereroi che li difendono appunto dagli zombie, dagli sbandati e anche dai loro ex colleghi infettati a loro volta, tutto qui.

Mettiamolo subito in chiaro, per leggere questo libro bisogna staccare il cervello, non aspettatevi il libro che rivoluziona il genere o la satira sociale, ci sono buchi grossi come una casa (tranne che in un caso le origini dei supereroi sono lasciate a un grande punto interrogativo, cosi come alcune descrizioni che sono giusto abbozzate) il supercattivone della storia non si capisce esattamente come fa a fare quel che fà, ne come sia entrato in possesso di alcune caratteristiche.
Ma nonostante questi punti decisamente WTF?! (in negativo) funziona.

La leader dei supereroi è un bel personaggio che non sfigurerebbe in una serie a se stante, cosi come l'eroe più rappresentativo che nonostante sia il classico buono è divertente e piacevole da leggere, insomma, prendete ogni fantasia nerd di un ragazzino di 14 anni e frullatela per bene, uscirá un gran casino ma divertente da morire una volta rafforzata per mille la sospensione dell'incredulità.


Di ben altra levatura invecè e You: crea il tuo destino.
Accomunato molto spesso con Ready: Player One di Ernest Cline in realtá centra come i cavoli a merenda.
You parla si di videogiochi, ma sopratutto di chi li crea e di come essi possano diventare un'ancora di salvezza per alcuni, quando uscirono i primi pc quattro amici Simon,Darren,Lisa e Russel vanno ancora alle medie, ma hanno gia capito che quella tecnologia sará il futuro di quello che hanno sempre sognato e decidono che creeranno giochi, ma gli anni passano e Russel quasi vergognandosi di essere un nerd si stacca dagli altri con l'intenzione di iniziare gli studi di legge, i restanti 3 creano effettivamente la Black Arts studio che sta quasi per sfondare quando Simon, un programmatore geniale, muore lasciando in eredita al suo studio il motore WAFFLE capace di generare un mondo dinamico che si adatta alle tue scelte e il sogno di creare il gioco definitivo, Lisa (ragazza intelligentissima e piu ossessionata dalla tecnologia che si cela dietro al videogioco piuttosto che al gioco stesso) e Darren (capacissimo a vendere la sua immagine e quella della BlackArts) continuano la loro opera mettendo sul mercato svariati franchise videoludici che seppur non riescono a diventare delle vere icone hanno un grande seguito.

Russel abbandonati gli studi di legge torna per cosi dire all'ovile chiedendo un posto di lavoro proprio alla BlackArts, qui si ritrova catapultato in un mondo che credeva di conoscere e che invece è andato avanti senza di lui, diventato game designer si ritrova a capo del prossimo progetto dopo l'abbandono di Darren che se ne va per creare una propria casa di sviluppo, da queste premesse parte un lungo viaggio che mischia realtà e gioco, presente e passato, il tutto scandito da una malinconia di fondo, il viaggio di Russel che nel tentativo di risolvere un bug che minaccia di rovinare irremidiabilmente il gioco al quale stanno lavorando e di conseguenza le loro vite, parte dal primo gioco creato da Simon andando mano a mano a giocarli tutti, cosi scandendo gli anni passati, ed è anche un viaggio nei suoi ricordi ed un modo per conoscere meglio quelli che erano i suoi amici, le loro motivazioni e paure e allo stesso tempo un viaggio introspettivo.

Insomma, una grande storia per tutti coloro che avevano dei sogni e che magari per le casualità della vita se li sono lasciati alle spalle...

mercoledì 30 luglio 2014

Voglia di vincere (ma anche no)

Bella copertina, pessimo titolo

E come dicevo nei miei deliri di solo poche ore fa questa notte l'ho passata in bianco, ma ero in buona compagnia.

Praticamente in una nottata mi sono immerso in queso libro di Tom Bissel, scrittore/giornalista/saggista/videogiocatore, nel quale viene analizato il media videoludico e le sue potenzialità non ancora sfruttate pienamente.
Leviamoci subito l'unica nota stonata di questo libro (fortunatamente una bazzecola) ovverosia il titolo: Voglia di vincere.
Che praticamente non centra una fava con l'argomento trattato in questo saggio, perchè come racconta un vecchio adagio: l'importante non è la destinazione, ma il viaggio.
O come in questo caso il modo nel quale si viaggia, ma ci arriveremo, il titolo originale è:  Extra Lives: Why Video Games Matter.
Evidentemente gli editori nostrani non riescono proprio a resistere alla pulsione di rimaneggiare i titoli di lingua albionica, quindi fare un briefing nella conference call va bene, ma lasciare il titolo originale per non stravolgere il senso di un'opera no, è il male.


Un uomo, 200 ore di Oblivion




Piccole polemiche a parte, andiamo a parlare di Voglia di vincere, come accennato in apertura questo saggio\autobiografia parla del rapporto di Tom con i videogame, di quanto esso li ami ma allo stesso tempo li odi, un odio scaturito piu che altro da alcune stagnazioni ormai croniche che solo pochi game designer hanno il coraggio di smuovere un pò.
Analizza svariati giochi usciti dal 2009 in poi, ci sono lunghe chiacchierate con diversi sviluppatori e inframezzati da quelli che potrebbero essere definiti flussi di coscienza, nei quali chiunque abbia passato piu di 10 minuti con un pad in mano ci si ritroverà con tutte le scarpe (sempre che in un gioco non siate di quelli al quale importa solo che si vedano i peli in alta definizione della ceppa di michia del protagonista, in questo caso siete brutte persone e meritate ogni male) in particolar modo viene analizata la piu grande mancanza del videogioco, la mancanza di storie ben scritte, punto sul quale mi trova fortemente daccordo, e sulle assurdita di alcune azioni\reazioni alla quale siamo costretti ad assistere giornalmente mentre muoviamo i nostri io virtuali.

Ma sopratutto è un racconto di vita, un racconto di dipendenza sia del media videogame sia non, un racconto che in alcuni punti lascia trasparire una grande solitudine, un racconto di notti in bianco passate davanti ad uno schermo emozionandoci con un pugno di pixel, un racconto di eroismi virtuali e imprese che solo in pochi riescono ad apprezzare al tuo stesso modo, un racconto di sensibilità artistica e di alcune vite vissute al massimo. 
Questo e molto altro è Voglia di vincere, acquisto consigliato per chiunque abbia un minimo la passione di quella sposa che tanto ci ha dato e potrebbe darci, e che anche tanto ci ha tolto che è il videogioco.





martedì 29 luglio 2014

False e nuove partenze

Ed eccoci qui, la mia terza o quarta (non ricordo minimamente) incarnazione del mio blog.

Ogni volta comincio e poi faccio tabula rasa, motivo? A saperlo ve lo direi, comunque sia, sono le 5:20 del mattino al momento che scrivo e ho passato la notte in bianco, quindi direi che é il momento ideale delle idee ponderate accuratamente, ed ecco spiegata l'ennesima rinascita della mia personalissima fenice.

Durera piu di un laiondi post questa volta? Solo il futuro svelerá l'arcano.
Per il momento è tutto, buonanotte e buone botte!